Psicologa Clinica, Psicoterapeuta e Terapista EMDR a Genova e Rapallo
La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresenta una delle più importanti opportunità offerte dalla medicina riproduttiva alle persone e alle coppie che incontrano difficoltà nel realizzare il proprio progetto di genitorialità.
PMA omologa ed eterologa possono rendere possibile una gravidanza laddove il concepimento spontaneo non sia possibile, sia estremamente difficile o non rappresenti la soluzione più appropriata per quella specifica situazione.
Dietro le procedure mediche, tuttavia, esiste un’esperienza emotiva molto più complessa.
Chi intraprende un percorso di PMA può trovarsi ad attraversare mesi o anni di visite, esami, terapie, monitoraggi, attese, procedure, risultati negativi e nuove decisioni da prendere.
Ogni passaggio può portare con sé una nuova speranza.
E ogni fallimento può richiedere di trovare nuovamente le risorse per ricominciare.
Per questo il sostegno psicologico durante un percorso di PMA non dovrebbe essere considerato un segnale di fragilità.
Può rappresentare uno spazio nel quale attraversare un’esperienza oggettivamente complessa senza essere costretti a essere forti continuamente.
L’infertilità non riguarda soltanto il corpo.
Può coinvolgere profondamente l’identità, il progetto di vita, la relazione di coppia, la sessualità, il rapporto con il proprio corpo e il modo in cui si immaginava il proprio futuro.
Per molte persone il desiderio di diventare genitori esiste molto prima dell’inizio della ricerca di una gravidanza.
Quando quella gravidanza non arriva, ciò che viene messo in discussione non è quindi soltanto un evento biologico.
Può essere messo in discussione un futuro che si era dato per possibile.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il significativo carico emotivo dell’infertilità, che può associarsi a depressione, ansia e isolamento sociale. Nella sua prima linea guida globale dedicata all’infertilità, pubblicata nel 2025, l’OMS sottolinea anche la necessità di garantire alle persone coinvolte un accesso continuativo al supporto psicosociale.
Prendersi cura dell’infertilità significa quindi prendersi cura non soltanto della possibilità di ottenere una gravidanza, ma anche delle persone che stanno attraversando quel percorso.
L’infertilità riguarda la coppia, ma i due partner non necessariamente la vivono nello stesso modo.
Uno può avere bisogno di parlare continuamente del percorso.
L’altro può cercare di non pensarci.
Uno può voler riprovare immediatamente.
L’altro può aver bisogno di fermarsi.
Uno può esprimere apertamente il dolore.
L’altro può cercare di essere quello “forte”.
Queste differenze possono essere erroneamente interpretate come:
“Non ci tieni quanto me.”
“Non capisci quello che sto passando.”
“Per te è più facile.”
In realtà due persone possono desiderare profondamente lo stesso progetto e affrontare il dolore in modi molto differenti.
Una parte importante del sostegno psicologico alla coppia consiste proprio nel permettere ai partner di riconoscere le rispettive modalità di affrontare il percorso senza trasformarle automaticamente in una misura dell’amore, del coinvolgimento o del desiderio di diventare genitori.
La PMA eterologa può aprire un capitolo psicologico specifico.
Per alcune persone significa confrontarsi con la perdita della possibilità di trasmettere il proprio patrimonio genetico.
Possono emergere domande sulla somiglianza, sull’identità, sul legame con il futuro bambino, sul significato della donazione e sul modo in cui raccontare al figlio la propria storia e le proprie origini.
Sono domande legittime.
Non indicano necessariamente che la persona non sia pronta per l’eterologa.
Possono rappresentare una parte del processo attraverso cui viene costruita una nuova rappresentazione della genitorialità.
Il sostegno psicologico può offrire uno spazio nel quale queste domande possano essere pensate senza giudizio e senza la necessità di arrivare immediatamente a una risposta.
Il sostegno psicologico non serve a stabilire se una coppia sia “abbastanza forte” per affrontare la PMA.
E soprattutto non serve ad aumentare le probabilità di gravidanza attraverso il pensiero positivo.
Serve a prendersi cura della persona e della coppia mentre attraversano il percorso.
Può aiutare a:
Il sostegno può accompagnare la coppia prima, durante e dopo un trattamento.
Può essere particolarmente importante nei momenti di passaggio: dopo un fallimento, dopo una perdita gestazionale, quando viene proposta l’eterologa, quando bisogna decidere se effettuare un nuovo tentativo o quando uno dei due partner sente di non riuscire più a sostenere il percorso nello stesso modo dell’altro.
La PMA può rappresentare contemporaneamente una grande opportunità e un percorso molto impegnativo.
Queste due realtà non si escludono.
Si può essere profondamente grati che la medicina offra una possibilità e, nello stesso momento, essere esausti per ciò che quella possibilità richiede.
Si può continuare a sperare e avere paura.
Si può desiderare di riprovare e contemporaneamente non sapere se si riuscirebbe a sopportare un altro fallimento.
Si può amare profondamente il proprio partner e attraversare momenti in cui sembra impossibile comprendersi.
Non è necessario scegliere tra speranza e paura.
Durante un percorso di PMA possono esistere entrambe.
Il sostegno psicologico può offrire uno spazio protetto nel quale non sia necessario rassicurare gli altri, mostrarsi forti o trovare immediatamente il lato positivo.
Uno spazio nel quale poter dire anche:
“Sono stanca.”
“Ho paura.”
“Non so più cosa sia giusto fare.”
“Voglio continuare, ma ho paura di soffrire ancora.”
E poter partire proprio da lì.
Il mio interesse per gli aspetti psicologici legati all’infertilità e alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) nasce innanzitutto dall’esperienza clinica.
Da anni, nella mia attività professionale, accompagno persone e coppie che affrontano percorsi di PMA, sia omologa sia eterologa.
Nel tempo ho potuto osservare quanto questo percorso coinvolga dimensioni che vanno ben oltre gli aspetti strettamente medici: il desiderio di genitorialità, il rapporto con il proprio corpo, l’identità personale, la relazione di coppia, la sessualità, il rapporto con familiari e amici e, soprattutto, la necessità di convivere con un’incertezza che può protrarsi a lungo.
La PMA rappresenta una grande opportunità offerta dalla medicina riproduttiva alle persone che incontrano difficoltà nel realizzare il proprio progetto di genitorialità. Allo stesso tempo, può trasformarsi in un percorso lungo e psicologicamente impegnativo, caratterizzato da esami, terapie, procedure mediche, attese, speranze, risultati negativi, eventuali perdite e nuove decisioni da prendere.
Proprio l’esperienza maturata nel lavoro con i miei pazienti mi ha portata a sentire l’esigenza di affiancare alla pratica clinica una formazione specificamente dedicata alla psicologia dell’infertilità e della Procreazione Medicalmente Assistita.
Tra dicembre 2025 e marzo 2026 ho quindi completato la Masterclass di Alta Formazione “Lo Psicologo consulente nell’Infertilità di Coppia e nei percorsi di PMA”, un percorso formativo dedicato all’acquisizione di competenze specifiche per il sostegno psicologico alle persone e alle coppie che affrontano l’infertilità e i percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita.
La formazione mi ha permesso di approfondire ulteriormente gli aspetti psicologici e relazionali dell’infertilità e della PMA e di integrare queste conoscenze con l’esperienza clinica già maturata nel lavoro con persone e coppie.
Nel mio lavoro considero il sostegno psicologico uno spazio nel quale poter affrontare ciò che accade durante il percorso senza la necessità di mostrarsi continuamente forti o positivi.
Paura, rabbia, tristezza, stanchezza, senso di ingiustizia, bisogno di sperare e contemporaneamente paura di sperare ancora possono accompagnare un percorso lungo e dall’esito incerto.
Il sostegno psicologico può essere utile per affrontare l’attesa e l’incertezza, elaborare eventuali fallimenti o perdite, gestire il senso di colpa, proteggere la relazione di coppia e affrontare le decisioni che possono presentarsi nelle differenti fasi del percorso.
Può inoltre offrire uno spazio specifico quando viene proposto il passaggio dalla PMA omologa alla PMA eterologa, permettendo di affrontare i significati legati alla donazione di gameti, alla continuità genetica, alla rappresentazione della genitorialità e alle domande che possono emergere rispetto al futuro bambino.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla relazione di coppia. I due partner possono vivere l’infertilità e la PMA in maniera molto differente: avere tempi diversi, differenti modalità di esprimere il dolore o non condividere immediatamente la stessa posizione rispetto alla prosecuzione del percorso. Queste differenze non indicano necessariamente un diverso desiderio di diventare genitori e possono essere comprese e affrontate all’interno di uno spazio terapeutico.
Il lavoro psicologico può inoltre aiutare a gestire il rapporto con l’ambiente esterno e con quelle frasi, spesso pronunciate con buone intenzioni, che possono diventare particolarmente dolorose:
“Devi pensare positivo.”
“Vedrai che andrà bene.”
“Perché non adottate?”
“Forse dovreste semplicemente accettare di non poter avere figli.”
Il sostegno psicologico non serve a convincere la persona che tutto andrà bene e neppure a indicare alla coppia quale scelta debba compiere.
Serve a creare uno spazio nel quale sia possibile pensare, sentire, scegliere e attraversare l’incertezza senza essere giudicati.
Il mio obiettivo è accompagnare la persona e la coppia nelle diverse fasi del percorso, rispettandone le scelte, i tempi, le risorse e anche i momenti di maggiore vulnerabilità.
La psicologia nella PMA non elimina l’incertezza, ma può aiutare la persona e la coppia a non sentirsi sole mentre la attraversano.
Riferimenti scientifici e linee guida
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Cimadomo, D., Craciunas, L., Vermeulen, N., et al. (2023). ESHRE good practice recommendations on recurrent implantation failure. Human Reproduction Open, 2023(3), hoad023.
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Tramite i miei post affronto ogni settimana insieme a voi gli stati della mente per conoscerli e imparare a conoscere voi stessi.