Sensorimotor Psychotherapy

Quando il trauma non rimane soltanto nei ricordi

Un’esperienza traumatica non viene conservata soltanto sotto forma di ricordi, pensieri o immagini.

Può lasciare tracce anche nel modo in cui il corpo reagisce al presente: tensione muscolare, immobilità, agitazione, ipervigilanza, sensazioni di pericolo, difficoltà a sentirsi al sicuro, impulso alla fuga, reazioni di difesa o sensazioni corporee che sembrano comparire improvvisamente e senza una spiegazione immediata.

Per questo, nel trattamento dei disturbi psicotraumatici, può essere importante integrare al lavoro psicoterapeutico anche l’osservazione dell’esperienza corporea.

La Sensorimotor Psychotherapy è un approccio psicoterapeutico sviluppato da Pat Ogden specificamente orientato all’integrazione tra corpo, emozioni, pensieri e memoria nel trattamento del trauma.

È un approccio body-oriented: il corpo non viene considerato separatamente dalla mente, ma come una possibile via di accesso alla comprensione e al trattamento delle conseguenze dell’esperienza traumatica.

Cosa accade al corpo dopo un trauma?

Di fronte a una minaccia, il nostro organismo mette automaticamente in atto risposte finalizzate alla sopravvivenza.

Possiamo prepararci a combattere, fuggire, immobilizzarci o mettere in atto altre risposte difensive.

Queste reazioni non sono semplicemente il risultato di una decisione razionale: coinvolgono profondamente il sistema nervoso e l’attivazione fisiologica dell’organismo.

Quando l’esperienza traumatica è terminata, normalmente il sistema dovrebbe progressivamente ritornare a una condizione di sicurezza.

In alcune persone, tuttavia, qualcosa di quella risposta può continuare a riattivarsi anche quando il pericolo non è più presente.

Il corpo può continuare a comportarsi come se dovesse ancora proteggersi da qualcosa.

Possono così comparire:

  • ipervigilanza;
  • tensione corporea persistente;
  • facilità al sobbalzo;
  • agitazione;
  • tachicardia o alterazioni del respiro;
  • sensazioni improvvise di pericolo;
  • immobilità o blocco;
  • difficoltà a percepire alcune parti del corpo;
  • sensazioni di distacco da sé;
  • difficoltà a riconoscere e tollerare determinate sensazioni corporee;
  • reazioni fisiche intense davanti a situazioni che ricordano, anche indirettamente, l’esperienza traumatica.

La persona può sapere razionalmente di essere al sicuro e, contemporaneamente, sentire nel corpo che il pericolo è ancora presente.

È proprio questa apparente contraddizione uno degli aspetti su cui può intervenire il lavoro sensomotorio.

Che cos'è la Sensorimotor Psychotherapy?

La Sensorimotor Psychotherapy è un approccio che integra interventi cognitivi ed emotivi con l’osservazione dell’esperienza corporea.

Durante il colloquio terapeutico, oltre a prestare attenzione a ciò che la persona racconta e pensa, il terapeuta può aiutarla a osservare ciò che accade nel momento presente:

“Cosa succede nel corpo mentre ne parli?”

“Dove senti questa attivazione?”

“Cosa noti nel respiro?”

“Cosa accade alle spalle, alle mani, alle gambe?”

“Compare un impulso a muoverti, allontanarti, proteggerti o fermarti?”

Il corpo diventa quindi una fonte di informazioni all’interno del processo psicoterapeutico.

L’obiettivo non è semplicemente rilassarsi e neppure “scaricare” fisicamente il trauma.

Il lavoro consiste nell’aiutare la persona a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie risposte corporee e a sperimentare, in condizioni di sicurezza, nuove possibilità di regolazione e di azione.

Perché utilizzare il corpo nel trattamento del trauma?

Alcune persone riescono a raccontare perfettamente ciò che è accaduto e, nonostante questo, continuano a reagire intensamente a determinati stimoli.

Possono pensare:

“So che è finita, ma il mio corpo reagisce come se stesse succedendo ancora.”

Oppure:

“Razionalmente so che non sono in pericolo, ma non riesco a sentirmi al sicuro.”

La Sensorimotor Psychotherapy presta particolare attenzione proprio alla distanza che può crearsi tra ciò che la persona sa cognitivamente e ciò che continua a sperimentare a livello corporeo ed emotivo.

Il lavoro terapeutico cerca progressivamente di favorire una maggiore integrazione tra queste dimensioni.

Su cosa lavora concretamente la Sensorimotor Psychotherapy?

Riconoscere l'attivazione corporea

La persona viene aiutata a riconoscere precocemente i segnali del proprio organismo.

Può imparare, ad esempio, a notare quando il respiro cambia, quando aumenta la tensione, quando compare un senso di chiusura, quando il corpo tende a immobilizzarsi o quando emerge l'impulso a fuggire.

Riconoscere questi segnali permette progressivamente di intervenire prima che l'attivazione diventi troppo intensa.

Aumentare la capacità di regolazione

Nel trauma può essere difficile rimanere all'interno di un livello di attivazione emotiva e fisiologica tollerabile.

Alcune persone tendono verso una condizione di iperattivazione, con ansia intensa, agitazione, rabbia, panico o ipervigilanza.

Altre possono sperimentare maggiormente ipoattivazione, con immobilità, spegnimento, distacco, torpore o difficoltà a sentirsi presenti.

Il lavoro terapeutico aiuta la persona a riconoscere queste oscillazioni e a sviluppare progressivamente maggiori capacità di regolazione.

Costruire risorse e sicurezza

Prima di avvicinarsi alle memorie traumatiche è fondamentale verificare che la persona disponga di sufficienti risorse per tollerare ciò che emerge.

Per questo viene data grande importanza alla stabilizzazione.

Il terapeuta può aiutare la persona a individuare esperienze corporee associate a maggiore stabilità, orientamento, presenza, protezione e capacità di autoregolazione.

Il trattamento del trauma non consiste quindi nel “far rivivere” immediatamente l'esperienza traumatica.

Al contrario, è importante procedere gradualmente, rispettando la capacità della persona di rimanere presente e regolata.

Lavorare sulle risposte difensive

Davanti al pericolo il corpo può prepararsi automaticamente a fuggire, combattere, proteggersi o immobilizzarsi.

In alcune esperienze traumatiche, queste risposte non hanno potuto essere messe in atto: la persona non poteva scappare, difendersi, allontanarsi o chiedere aiuto.

Nel lavoro sensomotorio è possibile esplorare con estrema gradualità gli impulsi e i movimenti collegati alle risposte difensive, senza forzare la persona e mantenendo l'attenzione sull'esperienza presente.

Lavorare sul senso di sé

Le esperienze traumatiche possono modificare non soltanto il modo in cui interpretiamo il mondo, ma anche il modo in cui percepiamo noi stessi.

Postura, movimento, capacità di occupare spazio, orientamento dello sguardo e sensazioni corporee possono essere collegati a vissuti di impotenza, vulnerabilità o mancanza di sicurezza.

Il lavoro corporeo può contribuire alla costruzione di nuove esperienze di competenza, efficacia, protezione e possibilità di scelta.

Il corpo viene osservato, non forzato

Un aspetto importante della Sensorimotor Psychotherapy è il lavoro nel qui e ora.

Il terapeuta può invitare la persona a osservare con curiosità una sensazione, un movimento, una postura o un impulso.

Non si tratta di imporre esercizi fisici né di chiedere necessariamente un contatto corporeo tra terapeuta e paziente.

Si tratta piuttosto di sviluppare la capacità di osservare:

sensazioni → movimenti → impulsi → emozioni → pensieri → significati.

La persona viene aiutata a diventare progressivamente più consapevole del proprio funzionamento e ad acquisire nuove possibilità di risposta.

Sensorimotor Psychotherapy e Disturbo da Stress Post-Traumatico

La Sensorimotor Psychotherapy è utilizzata soprattutto nell’ambito dei disturbi psicotraumatici e delle conseguenze di esperienze traumatiche.

Può essere integrata nel lavoro clinico quando sono presenti, ad esempio:

  • Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD);
  • conseguenze di esperienze traumatiche ripetute;
  • trauma relazionale;
  • difficoltà di regolazione emotiva associate a esperienze traumatiche;
  • ipervigilanza e persistente senso di minaccia;
  • risposte di immobilizzazione o blocco;
  • difficoltà nella percezione della sicurezza;
  • manifestazioni dissociative, quando adeguatamente valutate e trattate all’interno delle competenze del professionista.

Particolare cautela è necessaria nei quadri complessi e dissociativi, nei quali il trattamento deve essere adattato alle caratteristiche e alle risorse della singola persona.

Non è necessario raccontare tutto subito

Una convinzione piuttosto diffusa è che per elaborare un trauma sia necessario raccontare immediatamente e dettagliatamente tutto ciò che è accaduto.

Non necessariamente.

In un trattamento trauma-informed è fondamentale rispettare i tempi della persona.

In alcune fasi può essere più importante imparare a riconoscere l’attivazione, aumentare le capacità di regolazione e costruire un sufficiente senso di sicurezza prima di procedere verso un’elaborazione più approfondita delle memorie traumatiche.

Il corpo può essere osservato nel presente senza costringere la persona a immergersi immediatamente nei dettagli dell’esperienza traumatica.

Un approccio integrato alla psicoterapia

Nella mia pratica clinica utilizzo gli strumenti della Sensorimotor Psychotherapy all’interno di una formazione prevalentemente cognitivo-comportamentale, integrandoli, quando indicato, con altri strumenti per il trattamento del trauma.

L’integrazione permette di lavorare contemporaneamente su differenti livelli dell’esperienza:

corpo – emozioni – pensieri – comportamenti – significati – memoria.

L’obiettivo non è scegliere tra “mente” e “corpo”, ma comprendere come queste dimensioni interagiscono e quale possa essere, per quella specifica persona e in quella specifica fase della terapia, la modalità di intervento più appropriata.

La mia formazione in Sensorimotor Psychotherapy

Ho completato NEL 2023 il Livello I – Sensorimotor Psychotherapy for the Treatment of Trauma, formazione specificamente dedicata all’utilizzo dei principi e degli strumenti della Sensorimotor Psychotherapy nel trattamento delle conseguenze psicologiche e corporee delle esperienze traumatiche.

Ho svolto la formazione con Esther Perez, approfondendo il ruolo dell’esperienza somatica nel trattamento del trauma e l’integrazione di interventi orientati al corpo all’interno del processo psicoterapeutico.

Il percorso di Livello I mi ha permesso di approfondire, in particolare, il riconoscimento delle risposte corporee associate all’esperienza traumatica, i processi di regolazione dell’attivazione, il lavoro sulle risposte difensive, l’utilizzo della consapevolezza corporea e l’integrazione tra sensazioni, emozioni, pensieri, impulsi e comportamenti.

La mia formazione riguarda attualmente il Livello I della Sensorimotor Psychotherapy, specificamente rivolto al trattamento del trauma.

Nella pratica clinica integro gli strumenti acquisiti all’interno della mia formazione cognitivo-comportamentale e del mio lavoro con i disturbi psicotraumatici, valutandone l’utilizzo sulla base delle caratteristiche, delle necessità e della fase del percorso terapeutico della singola persona.

Riferimenti bibliografici essenziali

Ogden, P., Minton, K., & Pain, C. (2006). Trauma and the Body: A Sensorimotor Approach to Psychotherapy. New York: W. W. Norton.

Ogden, P., & Fisher, J. (2015). Sensorimotor Psychotherapy: Interventions for Trauma and Attachment. New York: W. W. Norton.

Fisher, J. (2017). Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors: Overcoming Internal Self-Alienation. New York: Routledge.

Van der Kolk, B. A. (2014). The Body Keeps the Score: Brain, Mind, and Body in the Healing of Trauma. New York: Viking.